Norme COI e normativa UE: le differenze che contano
ConfrontoIn breve. La norma COI è un referenziale internazionale; la normativa UE è la legge applicabile a qualsiasi importazione in Europa. Entrambe fissano soglie molto simili (acidità ≤ 0,8% per l'extravergine, perossidi ≤ 20…), ma divergono su punti precisi. Il più importante: l'UE non riconosce la categoria «vergine corrente» del COI. Oltre il 2,0% di acidità (o Md > 3,5), un olio vergine diventa direttamente lampante sul fronte UE. Per un contratto e uno sdoganamento in Europa fa sempre fede la categoria UE.
«Conforme COI» e «conforme UE»: le due diciture si assomigliano, ma non coprono esattamente la stessa cosa. Confondere i due referenziali al momento di contrattualizzare può costare caro — fino al blocco di un lotto in dogana. Ecco le differenze che contano davvero per un acquirente o un importatore.
COI e UE: qual è la differenza?
Il COI (Consiglio Oleicolo Internazionale) è un'organizzazione intergovernativa che emana norme tecniche di portata internazionale. L'Unione Europea emana la propria normativa, che ha forza di legge sul suo territorio.
In pratica la normativa UE riprende ampiamente metodi e soglie del COI, ma resta un testo autonomo. Risultato: per un'importazione in Europa non si applica direttamente la norma COI, bensì il diritto europeo. Il COI resta il riferimento commerciale mondiale; l'UE resta il giudice ultimo alla sua frontiera.
La differenza principale: nessuna «vergine corrente» nell'UE
È lo scarto più importante da conoscere. Il COI definisce una categoria intermedia, la vergine corrente (acidità fino a ~3,3%, Md ≤ 6,0). Questa categoria non esiste nella normativa UE.
Conseguenza diretta: nell'UE, non appena un olio vergine supera il 2,0% di acidità (o Md > 3,5), è classificato lampante — quindi non commercializzabile tal quale e destinato alla raffinazione. Laddove il COI lo classificherebbe ancora «corrente», l'UE lo declassa. Uno stesso olio può dunque portare due etichette diverse secondo il referenziale.
Tabella comparativa COI / UE
Ecco i principali punti di convergenza e di divergenza tra i due referenziali. Dati di riferimento, da verificare sui testi in vigore.
| Punto | Norma COI | Normativa UE |
|---|---|---|
| Natura | Referenziale internazionale | Legge applicabile nell'UE |
| Extravergine — acidità | ≤ 0,80% | ≤ 0,80% |
| Vergine — acidità | ≤ 2,0% | ≤ 2,0% |
| Categoria «vergine corrente» | Sì (≤ 3,3%) | Non riconosciuta |
| Oltre il vergine | Può essere «corrente» | Direttamente lampante |
| Panel sensoriale | Richiesto per la classificazione | Richiesto per la classificazione |
| Referenziale che prevale all'import UE | — | UE |
Sulle soglie di qualità di base (acidità, perossidi) i due referenziali sono allineati. È soprattutto sulle categorie e sul quadro giuridico che lo scarto si allarga. Il dettaglio classe per classe è in le categorie dell'olio d'oliva COI/UE.
Quale referenziale prevale all'importazione?
La regola è semplice: per un'importazione in Europa fa fede la normativa UE. Il contratto, il COA e la dichiarazione doganale devono pronunciarsi sulla categoria UE del lotto, non solo sulla sua categoria COI.
Per altri mercati il referenziale applicabile cambia:
- Stati Uniti: il paese applica i propri standard (USDA e norme volontarie di freschezza tipo PPP/DAG secondo gli acquirenti). Il COI serve da base commerciale, ma occorre verificare le esigenze dell'importatore.
- Golfo: normative locali (SFDA, ESMA) ed etichettatura in arabo si aggiungono ai criteri di categoria.
- Mercati che si rifanno al Codex: la norma Codex STAN 33-1981 funge spesso da base.
In ogni caso un esportatore serio dichiara la categoria secondo il referenziale del mercato di destinazione e la prova con un COA di un laboratorio riconosciuto dal COI.
Che cosa cambia per un acquirente B2B
- Esiga la categoria UE se importa in Europa. Un olio «vergine corrente COI» non si vende tal quale nell'UE: lì è lampante.
- Faccia precisare il referenziale nel contratto. «Extravergine» senza indicazione del referenziale è una fonte di contenzioso.
- Verifichi la coerenza del COA. Il certificato deve pronunciarsi sulla categoria applicabile al suo mercato, con chimica e panel a supporto.
- Anticipi la dogana. Una categoria dichiarata male può comportare un blocco o una riclassificazione alla frontiera.
Per collocare un lotto preciso nella sua categoria, si appoggi al suo COA e al nostro percorso qualità e certificazioni. Gli oli tunisini Chemlali (Sud/Sfax) e Chetoui (Nord), estratti a freddo, raggiungono abitualmente le soglie extravergine — quindi conformi a entrambi i referenziali.
FAQ — COI e normativa UE
Che differenza c'è tra la norma COI e la normativa UE?
Il COI produce norme tecniche internazionali; l'UE emana una normativa che ha forza di legge sul suo territorio. Le soglie di qualità sono simili, ma l'UE non riconosce alcune categorie del COI (come la «vergine corrente») e prevale per qualsiasi importazione in Europa.
Perché la «vergine corrente» non esiste nell'UE?
La normativa UE non prevede questa categoria intermedia del COI. Nell'UE, oltre il 2,0% di acidità (o Md > 3,5), un olio vergine è classificato direttamente lampante, quindi destinato alla raffinazione. Il COI, invece, lo classificherebbe ancora «vergine corrente».
Quale referenziale prevale per un'importazione in Europa?
La normativa UE. Il contratto, il COA e la dichiarazione doganale devono pronunciarsi sulla categoria UE del lotto. La categoria COI può essere indicata in aggiunta, ma non fa fede alla frontiera europea.
Le soglie di acidità e perossidi differiscono tra COI e UE?
Per le categorie extravergine e vergine le soglie di base sono allineate: acidità ≤ 0,8% (extra) o ≤ 2,0% (vergine), perossidi ≤ 20 mEq O₂/kg. La divergenza riguarda soprattutto l'esistenza delle categorie e il quadro giuridico, non questi valori.
Un olio conforme al COI è automaticamente conforme all'UE?
Non sempre. Un olio «vergine corrente» conforme al COI non è commercializzabile tal quale nell'UE, dove è classificato lampante. Per l'Europa occorre verificare la conformità alla categoria UE, non solo al referenziale COI.
Come evitare un contenzioso legato al referenziale?
Faccia precisare referenziale e categoria nel contratto, esiga un COA che si pronunci sulla categoria applicabile al suo mercato e verifichi la dichiarazione doganale. Un esportatore rigoroso dichiara la categoria secondo il referenziale del mercato di destinazione.
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